Eminönü, il gran Bazar e dintorni

EMINÖNÜ, IL GRAN BAZAR E DINTORNI

Eminönü, il gran Bazar e dintorni

Oltre alla moschea di Solimano I e al gran Bazar, segnatevi di vedere l’acquedotto di Valente; se avete ulteriore tempo a disposizione consigliamo di:

  • passeggiare nella piazza Beyazit e nei suoi giardini, dove l’immenso arco trionfale confina con l’area universitaria

  • compiere una piccola crociera sul Bosforo, con biglietti acquistabili direttamente nel porto dei traghetti di Eminönü

  • rilassarvi presso l’hammam cinquecentesco di Solimano, che rispetto agli altri in cui uomini e donne vengono separati, permette l’accesso a coppie e famiglie (prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale)

Moschea di Solimano - Süleymaniye Cami

Le cupole della moschea che svettano nel cielo.
Le cupole della moschea che svettano nel cielo.

L’impero ottomano raggiunse l’apice del suo splendore durante il regno di Solimano I, il quale dedicò tempo ed energie alla codificazione legislativa. Letteratura, le arti e le scienze conobbero altresì un’epoca d’oro, sostenute dalla sua forte personalità e dal suo instancabile desiderio di arricchimento spirituale e conoscitivo.

Vista sul quartiere di Galata.
Vista sul quartiere di Galata.
La tomba del sultano, nelle vicinanze della moschea.
La tomba del sultano, nelle vicinanze della moschea.

Come simbolo della sua forza, al ritorno della vittoriosa campagna in Ungheria, Solimano I decise di edificare la sua moschea, posta sulla collina più vicina a occidente di Sultanahmet.

La realizzazione di quest’opera titanica venne affidata all’architetto imperiale Mimar Sinan, che riprese la pianta della basilica di Santa Sofia e lo adattò alle esigenze islamiche per mostrare al mondo il livello di scienza e tecnica raggiunto dall’impero ottomano, erede naturale di quello bizantino.

Gli interni della moschea.
Gli interni della moschea.

Dopo aver rinforzato le fondamenta con dei lavori di scavo che si dice abbiano raggiunto il mare, la moschea fu completata in 7 anni, nel 1557. Si narra che il sultano, quando vide la sua moschea completata, disse al suo architetto Sinan che il nome di Solimano sarebbe stato ricordato per la realizzazione di questa moschea e non per le grandi imprese militari compiute.

La gigantesca cupola centrale, decorata da favolosi motivi geometrici.
La gigantesca cupola centrale, decorata da favolosi motivi geometrici.

Fanno da cornice a questo edificio dei verdi giardini, in cui la gente è solita riposare. Al centro della pianta della moschea potrete osservare un’immensa cupola alta 53 metri che sormonta un quadrato perfetto, avente ciascun lato lungo 26,5 metri, esattamente la metà dell’altezza della moschea.

Finestre e aperture consentono alla luce di illuminare questi immensi spazi, restituendo solennità. I cortili e le aree laterali contengono l’essenzialità, ed in uno di questi è possibile vedere il piccolo e semplice mausoleo dell’architetto Sinan, che volle essere seppellito nella moschea.

Gran bazar

Una delle innumerevoli vetrine che capiterà di incontrare all'interno del Gran Bazar di Istanbul.
Una delle innumerevoli vetrine che capiterà di incontrare all'interno del Gran Bazar di Istanbul.
Ingresso nel mercato cittadino, il più grande del mondo.
Ingresso nel mercato cittadino, il più grande del mondo.

Considerato il più grande mercato coperto al mondo, il Gran Bazar di Istanbul nacque pochi anni dopo la conquista ottomana, e si allargò anno dopo anno, accorpando vie ed edifici, finché non raggiunse la ragguardevole dimensione attuale. Oltre 4000 negozi vengono visitati giornalmente da migliaia di turisti alla ricerca di qualche souvenir da portar a casa.

Nonostante la globalizzazione abbia uniformato la maggior parte della merce venduta, alcune zone restano ancora fedeli alla tradizione e continuano a vendere tappeti e tessuti, lampade, spezie e frutta secca, gioielli e antiquariato. Qui potrete mettere alla prova la vostra abilità commerciale!

Acquedotto di Valente

Il maestoso acquedotto romano di Valente, integrato nel traffico cittadino.
Il maestoso acquedotto romano di Valente, integrato nel traffico cittadino.

Oggi il maestoso acquedotto romano di Valente è integrato nel traffico cittadino, ma fino alla conquista ottomana era parte del sistema di approvvigionamento idrico della città. Pensate che l’acqua veniva captata nelle foreste della Tracia, regione a cavallo tra Grecia, Turchia europea e Bulgaria, e convogliata in condutture lunghe centinaia di chilometri che arrivavano fino a Costantinopoli e riempivano cisterne sotterranee come la basilica Cisterna, permettendo alla città di resistere per mesi in caso di assedio nemico.

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